A partire da gennaio 2026 entrerà in vigore la Direttiva “Energy Performance of Building Directive” (EPBD), nota come Direttiva Case Green, parte del programma europeo “Fit for 55”. L’obiettivo principale di questa direttiva è migliorare l’efficienza energetica degli edifici in Europa per ridurre le emissioni di gas serra e contribuire a combattere il cambiamento climatico.
La situazione in Italia
L’Italia, come gli altri Stati membri, avrà un massimo di 48 mesi dall’entrata in vigore della direttiva per applicarne le disposizioni alla legislazione nazionale. Questo implica che il Paese dovrà muoversi rapidamente per adeguarsi alle nuove normative e intraprendere una serie di interventi indicativi, specialmente nel settore residenziale.
In particolare, per gli edifici residenziali, la direttiva stabilisce scadenze precise: entro il 1° gennaio 2030, gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica E; entro il 1° gennaio 2033, dovranno passare alla classe energetica D.
Per facilitare questo processo, i proprietari di immobili potranno pianificare gli interventi di efficientamento energetico attraverso un “passaporto di ristrutturazione” digitale, redatto da un tecnico abilitato. Questo documento permetterà di programmare e monitorare i miglioramenti necessari per raggiungere gli obiettivi di emissioni zero. Dal 2030, tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero e dotati di tecnologie sostenibili come pannelli solari, fotovoltaici e pompe di calore.
La direttiva esclude alcuni tipi di edifici, tra cui quelli di culto, strutture temporanee, immobili di alto valore storico e artistico, e quelli situati in zone protette. Anche le seconde case, utilizzate meno di quattro mesi l’anno, non rientrano nell’obbligo di efficientamento energetico. Ma quanto costerà all’Italia adeguarsi alla normativa?
Circa 275 miliardi di euro. L’Unione Europea, infatti, ha istituito la Coalizione Europea per i Finanziamenti destinati all’efficienza energetica, che fornirà i fondi necessari attraverso un piano di investimento coordinato.
Città Verde già nel futuro
Un esempio di come l’Italia stia già affrontando la sfida della direttiva è il progetto Città Verde, residenze commercializzate da Coldwell Banker Living Dmore a Roma. Questo progetto di rigenerazione urbana mira a trasformare un’area della città in un quartiere sostenibile, con edifici ad alta efficienza energetica, spazi verdi e infrastrutture per la mobilità elettrica.
Il progetto include la costruzione di nuovi edifici residenziali conformi agli standard della Direttiva Case Green, dotati di tecnologie avanzate per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni. Inoltre, prevede l’installazione di pannelli solari e sistemi di gestione energetica intelligente per garantire un basso impatto ambientale. Sono residenze altamente sostenibili che parlano già di futuro.
L’entrata in vigore della Direttiva Casa Green rappresenta una sfida e un’opportunità per l’Italia. Sarà fondamentale che tutti gli attori, governo, istituzioni e privati collaborino per raggiungere gli obiettivi fissati, sfruttando i finanziamenti europei e adottando soluzioni innovative come il progetto Città Verde. Solo così sarà possibile garantire un futuro sostenibile e rispettoso dell’ambiente per il futuro.
















