Città Verde sorge proprio nei pressi del quartiere Giuliano-Dalmata, nato come Villaggio Operaio E42, ovvero per ospitare gli operai che lavoravano per l’Esposizione Universale di Roma. Allo scoppio della seconda guerra mondiale le case vennero abbandonate, poi nel 1947 furono occupate dai profughi giuliani. La gente fiumana, istriana e dalmata trovò casa e accoglienza nella città di Roma creando il quartiere nel 1955, rinominato quindi Villaggio Giuliano-Dalmata.

La zona è stata scelta negli anni anche per girare alcuni film come “Il commissario” di Alberto Sordi, “Borotalco” di Carlo Verdone (Fonte Meravigliosa, nei pressi di piazza Zamagna), poi ancora “7 chili in 7 giorni” e “Da grande” con Renato Pozzetto. Nel territorio di questo quartiere si estende anche la zona militare della Cecchignola e il Castello della Cecchignola.

Il Castello della Cecchignola

Il Castello è tornato ai fasti di una volta grazie a un’importante opera di restauro, curata dall’architetto Dario Del Bufalo, che ne ha conservato le caratteristiche architettoniche. È sede di diverse associazioni culturali, dell’Università dei marmorari romani e di una biblioteca specializzata in arte lapidea, scultura e marmi antichi.

In passato è appartenuto a importante famiglie romane come quelle dei papi Paolo V Borghese e Leone XII della Genga, Barberini e Torlonia. Il complesso comprende anche due corti, costituite dal casale, dalla torre e da aggiunte ottocentesche. La torre spicca sull’intero complesso, ha una base romana (che indica come il luogo fosse area di villeggiatura per i patrizi) e tecniche architettoniche che risalgono al XIII, XVIII e XIX secolo. Nella corte esterna c’è una chiesetta con elementi decorativi di stile barocco e all’interno decorazioni neoclassiche.

La tenuta della Cecchignola è caratterizzata da una notevole ricchezza di acque: esiste ancora oggi un piccolo fiume, all’epoca sembra ci fosse un laghetto (secondo alcuni dipinti e foto fino ai primi anni del 1900). E proprio questa abbondanza di acque darebbe il nome alla zona.

In base a una prima interpretazione, il termine Cecchignola deriverebbe dalle cicogne che si potevano avvistare nei pressi del laghetto. Ma potrebbe essere legato anche alla macchina idraulica che serviva per prendere acqua dal canale (il movimento della macchina riproduce quello della cicogna quando si abbassa per bere). Ad avvalorare questa tesi dell’origine del nome, un mulino ad acqua che sorgeva vicino alla torre.